Posizione
Profilo altimetrico
Riporto la recensione trovata sul web del mio percorso di oggi fatto insieme a Stefano, anche se noi siamo partiti a nord di Alesso e non da Somplago.
"Ieri ho salito Cima Faroppa (m. 1403) da Somplago e scrivo una breve relazione per chi fosse interessato a questo tipo di cime selvagge.
Da Somplago si sale con l'automobile per la stradina di servizio agli impianti idroelettrici e si parcheggia al termine della stessa nell'ampio piazzale (m.400). Qui si prende il sentiero gradinato in fondo al piazzale che con pendenza sostenuta transita a fianco di un'enorme vascone e poi, appianatosi, supera l'entrata di una grotta e i resti una vecchia teleferica per poi curvare a sx verso la selletta di Folchiar. Ben prima di raggiungerla, a dx (m. 550) si imbocca una traccia (vecchia mulattiera esile e spesso ingombra di rami comunque agevole e discretamente battuta) che porta agli stavoli diroccati di Grialez (m.730).
Qui tra i ruderi (ometto su muretto) parte una traccia che sale i pendii erbosi restrostanti tenendosi sulla destra degli stessi (le diramazioni a sx si perdono).
Arrivati alla sella soprastante i pendii, la traccia volta decisamente a dx risalendo le pendici della montagna e si addentra nella boscaglia. Da qui si deve seguirla con attenzione non perdendo i bolli rossi. In qualche punto vi sono bivi fuorvianti (in caso si perda la traccia meglio ritornare brevemente sui propri passi). Dopo aver raggiunto un primo costone, con un ultimo strappo il sentierino (ora assai esile) termina finalmente sulla linea di cresta, immediatamente a ovest della cima Sompalis. Ora va seguita fedelmente la linea di cresta addentrandosi nel bosco solo in quei punti dove non è facilmente praticabile (vi sono sempre esili segni di passaggio), fino a raggiungere Cima Faroppa. Da qui è possibile continuare fino alla cima Campanili e al M.te Piciat, era anche la mia intenzione ma vedere quanto sviluppo ancora mi aspettava, e poi il ritorno, mi ha fatto cambiare subito idea! Ritorno per via di salita. Tempi: circa 2 ore per la cresta e 1 per la cima.
EE con necessità di occhio allenato per individuare la traccia, esposizione scarsa, da evitare con ghiaccio, neve e anche in estate per la vegetazione che probabilmente invade il sentiero rendendolo quasi impraticabile."