ESCURSIONE DEL MONTE BERNADIA (M + D)

DISTANZA 16.2 km
dislivello in salita 452 m
dislivello in discesa 469 m
durata 5:14
sentieri cai NON INTERESSATO DA SENTIERI cai

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foto 34

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Piazza di Villanova da dove parte l'escursione
Piazza di Villanova da dove parte l'escursione
Veduta di Villanova
Veduta di Villanova
Casera
Casera
Veduta sull'Alta Val Torre
Veduta sull'Alta Val Torre
Gran Monte
Gran Monte
Casera di Eros Vassalli
Casera di Eros Vassalli
Gran Monte con Monteaperta
Gran Monte con Monteaperta
Casera al termine della pista forestale
Casera al termine della pista forestale

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descrizione

titolo ESCURSIONE DEL MONTE BERNADIA (M + D)
avvicinamento

L'escursione parte dalla piazza principale di Villanova delle Grotte, che possiamo raggiungere sia da Tarcento che da Nimis. Partiamo da Tarcento e attraversiamo la frazione di Ciseriis e poi percorriamo l'Alta Val Torre per qualche chilometro fino al bivio di S.Osvaldo dove parte la strada che conduce a Villanova delle Grotte. Proseguiamo sempre diritti. Salendo da Nimis passiamo prima nei pressi di Sedilis e da qui svoltiamo a destra per raggiungere prima Chialminis e poi Villanova, dove arriviamo direttamente in piazza. E' un'escursione piuttosto impegnativa sia per la lunghezza sia per alcuni tratti in decisa salita. Pertanto è sconsigliata ad anziani e bambini che non siano particolarmente preparati all'escursionismo. Si raccomanda sempre il giusto abbigliamento per trekking e l'uso dei bastoncini.
L'INDICAZIONE DELL'ALTITUDINE E DEL KILOMETRAGGIO SONO INDICATIVI PERCHE' OGNI APP. DA' RISULTATI DIVERSI.

descrizione
SEGNAVIA BIANCO-ROSSI CONTRADDISTINTI DALLA LETTERA “M” PER I PRIMI 5 KM E POI “D”. Dal “Balcone sull’Alta Val Torre” (così viene definita la piazza panoramica di Villanova delle Grotte) saliamo verso il cimitero per girare subito a sinistra e, ignorando la strada che prosegue per Chialminis, scendiamo su quella che si addentra nel paese. Proseguiamo fino all’ultima casa del paese, dove saliamo a sinistra per raggiungere nuovamente la rotabile. Camminiamo a destra, per circa 200 mt., per poi imboccare la breve scalinata che termina nei pressi del Ristoro Terminal (1,0 km - 636 mt.). Proseguiamo lungo la strada comunale che conduce a Micottis. Il tragitto, in falsopiano e su fondo asfaltato, è piacevole da percorrere. Strada facendo incontriamo sulla destra una casera circondata da un recinto parzialmente costruito con traversine ferroviarie e sulla sinistra, dove la vegetazione è meno rigogliosa e fitta, possiamo ammirare un bel panorama sul fondovalle, verso Lusevera, Micottis e le catene dei monti Postoncicco e Cuarnan (2,00 km - 641 mt.). Poco oltre una doppia curva inizia un muretto in pietra, sulla parte sinistra della carreggiata, e più avanti raggiungiamo una piazzola (3,0 km - 638 mt.). Da questo punto proseguiamo lungo una carrareccia che termina, dopo circa 1 km, in località casere Poujac, in prossimità di una baita recintata (3,9 km - 640 mt.). Abbandoniamo la strada sterrata e proseguiamo sul sentiero, che, salendo a destra, ci riporta verso Villanova delle Grotte. Il fondo è inizialmente costituito da scalini in pietra mentre ai lati, per brevi tratti, costeggiamo muri a secco ancora ben conservati. Al termine del lastricato il fondo si trasforma in terra battuta ed il tragitto alterna tratti in saliscendi a brevi salite più accentuate che nei periodi di maggior umidità possono risultare scivolose. Piccoli smottamenti del terreno ne restringono parzialmente la sezione. Purtroppo il sentiero è parzialmente danneggiato dalle moto da cross che spesso vi transitano e lasciano sul terreno canalette piuttosto profonde. Nell’attraversare questi boschi sempre ricchi di fascino, dove regnano una calma ed un silenzio quasi innaturali, è abbastanza frequente imbattersi in caprioli od altri animali selvatici. La presenza dei cinghiali e dei tassi è segnalata da segni di scavi nel terreno conseguenza della loro costante ricerca di tuberi e di rizomi delle piante nel sottobosco. Dopo circa 1 km di sentiero raggiungiamo il punto più alto (5,0 km - 735 mt.) della prima parte dell’escursione, sulla destra del M.te Lanta. Dopo lo scollinamento troviamo un tratto in discesa, che ci porta sulla strada Villanova delle Grotte-B.go Vigant, lungo il quale dobbiamo usare prudenza poiché alcuni tratti potrebbero risultare insidiosi a causa del fondo fangoso e sconnessi sempre a causa dei motociclisti. Poco prima della discesa si incrociano i confini amministrativi dei Comuni di Lusevera, di Nimis e di Taipana. La breve discesa iniziale porta ad un falsopiano dove, nei pressi di un serbatoio di acqua con una fontanella, vi è una biforcazione. Noi ci inoltriamo sul sentiero a sinistra, che scende abbastanza lentamente, per raccordarsi poi con una pista forestale (5,6 km - 605 mt.) alla rotabile che collega Villanova delle Grotte a B.go Vigant (-13,0 km - 600 mt.). Raggiunta la rotabile i segnavia “M” vengono sostituiti da segnavia “D” (Itinerario delle Grotte) che ci indicheranno il cammino fino all’arrivo. Procediamo lungo la rotabile, a sinistra, per 400 metri e poi scendiamo, a destra, per proseguire il nostro cammino su una pista forestale che ci condurrà all’Abisso di Vigant. Da qui saliamo sull’ampia ed antica mulattiera che ci collega B.go Vigant a B.go Sturma. Circa 200 mt. oltre l’accesso all’abisso (-12,0 km - 580 mt.) abbandoniamo la mulattiera e proseguiamo lungo il sentiero che si stacca a sinistra. Dopo una brevissima ascesa, quest’ultimo, scende leggermente. Dopo aver attraversato un breve falsopiano, dove è richiesta un po’ di prudenza a causa di una scarpata pericolosa sulla sinistra (segnalata), e l’alveo del Rio Preoreach, Riprendiamo nuovamente a salire. Nei tratti dove la vegetazione è meno rigogliosa possiamo ammirare, a sinistra, uno scorcio della pianura friulana. L’itinerario procede con un dolce saliscendi fino a raggiungere Chialminis e più precisamente B.go di Mezzo (-9,4 km - 622 mt.). Proseguiamo a sinistra, lungo la rotabile in direzione di Nimis e poco più avanti possiamo rinfrescarci alla fontana che si trova sempre a sinistra della carreggiata. Oltre l’abitato continuiamo lungo un rettilineo ed alla prima biforcazione (- 9,0 km - 596 mt.) prendiamo a destra verso la piccola borgata di Tamar. Raggiuntala scendiamo lungo la via principale per imboccare il sentiero che ci porterà al forte del Bernadia. Dopo un breve attraversamento, ad una biforcazione, saliamo bruscamente a destra e, a salita appena iniziata, notiamo il cartello del -8 km. Da qui in avanti inizia la parte più impegnativa del percorso poiché in poco più di 2 km copriamo un dislivello di quasi 250 mt. salendo dai 612 mt. di B.go Tamar agli 852 mt. del M.te Bernadia. Lungo il cammino passiamo a sinistra di una baita in legno circondata da un’abetaia ed alcune centinaia di metri più avanti, ad una biforcazione del sentiero, proseguiamo a destra per raggiungere in breve tempo il panoramicissima M.te Pocivalo dove possiamo ancora osservare i resti di una batteria della Prima Guerra Mondiale. Dopo una breve sosta, attraversiamo diritti tutto il tratto inerbato e riprendiamo a salire a destra, verso la cima del M.te Bernadia in mezzo ad un paesaggio boschivo caratterizzato da numerose doline, pozzi ed inghiottitoi di chiara origine carsica. La flora del sottobosco è molto varia ed interessante, particolarmente in primavera. Poco prima di portare a termine l’impegnativa ascesa, ai lati del sentiero, notiamo due tabelle indicatrici dove ci vengono illustrate dettagliatamente le caratteristiche ambientali del territorio che stiamo attraversando. Terminato il sentiero (-5,5 km - 852 mt.) raggiungiamo il piazzale antistante il forte, risalente alla Prima Guerra Mondiale, ed il monumento faro, alto venti mt. costruito nel 1959 dalla sezione alpini in congedo di Tarcento a ricordo dei soldati della Divisione Julia, diventato poi uno dei simboli del Tarcentino. Il forte venne costruito fra il 1908 ed il 1913 per far parte, assieme a Col Roncone, Fagagna e Tricesimo, del gigantesco sistema difensivo del Medio Tagliamento. La funzione strategica di questa opera era quella di proteggere i ponti sul fiume ed impedire l’invasione dell’esercito austro-ungarico dalla Val Torre. Ma quando, il 24 ottobre 1917, l’invasione ci fu veramente, dalla parte di Uccea e Passo Tanamea, il fortino era già da tempo abbandonato ed i suoi armamenti trasferiti al fronte. Dal piazzale ammiriamo per l’ultima volta il panorama su tutta la pianura friulana, fino al mare, e poi proseguiamo sulla strada di fronte, che scende a Nimis, per circa 200 mt. e quindi imbocchiamo una carrareccia che prosegue sulla nostra destra. Qualche centinaio di metri più avanti troviamo un ampio spiazzo disboscato. Saliamo a destra sempre lungo la ex strada militare che portava alle postazioni del monte. Poco prima dell’impianto dell’antenna RAI troviamo l’indicazione dei -4 km. Lasciamo alla nostra destra l’antenna e poco dopo scendiamo lungo il sentiero che ci riporterà a Villanova. Nel primo tratto dobbiamo prestare maggior attenzione perché il fondo è in gran parte costituito da pietre affioranti e risulta sconnesso anche a causa del continuo transito delle solite moto da cross. Al termine dei pendio attraversiamo una piccola valletta per poi continuare sulla parte opposta lungo un tratto in falsopiano. Cammin facendo passiamo a fianco dei ruderi di alcune casere abbandonate e più avanti attraversiamo una piccola abetaia dove il sentiero è abbastanza ripido ed è quindi necessaria maggior cautela. Raggiungiamo la sorgente Mlacina dove troviamo una vasca di raccolta d’acqua, delimitata da un muretto e da elementi sagomati in pietra. Un incessante abbaiare di cani ci segnala che ci stiamo avvicinando a B.go Dolina. Raggiunte le prime abitazioni della piccola borgata proseguiamo lungo la via principale e dopo poche centinaia di mt., passiamo davanti all’Osteria con Cucina “La Zucule”. Lasciandola sulla sinistra, dopo qualche decina di mt. raggiungiamo la piazza principale del paese portando così a termine la nostra interessante, anche se un po’ impegnativa, escursione.

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ESCURSIONE DEL MONTE BERNADIA (M + D)
308m di dislivello SEGNAVIA BIANCO-ROSSI CONTRADDISTINTI DALLA LETTERA “M” PER I PRIMI 5 KM E POI “D”. Dal “Balcone sull’Alta Val Torre” (così viene definita la piazza panoramica di Villanova delle Grotte) saliamo verso il cimitero per girare subito a sinistra e, ignorando la strada che prosegue per Chialminis, scendiamo su quella che si addentra nel paese. Proseguiamo fino all’ultima casa del paese, ...
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