SENTIERO DELLA LOPATA [D]

DISTANCE 4.6 km
elevation gain-ascent 358 m
elevation loss-descent 355 m
duration 1:27

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veduta sulla pianura friulana dalla Lopata
veduta sulla pianura friulana dalla Lopata
segnaletica del sentiero
segnaletica del sentiero
paramassi che troviamo dopo poche centinaia di mt.
paramassi che troviamo dopo poche centinaia di mt.
sentiero in mezzo all'abetaia
sentiero in mezzo all'abetaia
fontana Zablek costruita nel 1947
fontana Zablek costruita nel 1947
veduta dal punto più alto del percorso
veduta dal punto più alto del percorso
particolare del pianoro finale
particolare del pianoro finale
ultima abitazione di Pers
ultima abitazione di Pers

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title SENTIERO DELLA LOPATA [D]
approach

Il sentiero proposto si trova a Pers, piccolara frazione di Lusevera oramai disabitata.
Non presenta alcuna difficoltà se non la modesta pendenza e si sviluppa essenzialmente lungo la pista forestale che risale agli anni '60 quando la zona fu interessata da un intervento di rimboschimento . Purtroppo, a causa dei cambiamenti atmosferici che provocano spesso venti piuttosto forti si potrebbe trovare qualche abete di traverso nonostante la buona manutenzione del sentiero. Chi dovesse verificare dei problemi lungo il percorso è vivamente pregato di lasciare una segnalazione nella cassetta delle offerte che si trova sul cancello della chiesetta. Sarà poi nostra cura procedere alla sistemazione. Un abbigliamento da trekking è consigliato anche se non del tutto necessario. Come già indicato nella descrizione non bisogna sporgersi troppo sul pianoro finale. Ha una lunghezza di circa 4,50 km comprensivi anche del ritorno.

description
SENTIERO DELLA LOPATA Iniziamo a camminare dalla piazzola che si trova poco prima delle ultime case di Pers, dove è possibile parcheggiare l’auto. L’escursione che proponiamo è caratterizzata dalle lettera D. Saliamo lungo l’ultimo tratto della strada comunale e dopo soli 160 mt. troviamo i resti della vecchia fontana di “Zablek” costruita, esclusivamente dal volontariato locale, nel 1947 che, per la prima volta, portò l’acqua direttamente nel paese dalla sorgente Rasuoraz. Da qui saliamo a destra seguendo la carrareccia. Sulla nostra sinistra abbandoniamo l’ultima casa di Pers. Poche decine di mt. più avanti arriviamo ad uno slargo dal quale parte anche il sentiero che porta a Sella Foredor. Noi ignoriamo queste indicazioni proseguendo a destra e quasi immediatamente ci troviamo a camminare parallelamente al paramassi costruito nei primi anni dopo il terremoto. Fu un’opera, ritenuta indispensabile dai tecnici per poter rilasciare l’abitabilità alle case sottostanti, ma che in realtà è sempre sembrata la “classica cattedrale nel deserto”. Dopo circa 200 mt. (0,56 km – 590) saliamo sulla nostra sinistra per altri 50 mt., lungo un tratto dove la pendenza è abbastanza accentuata. Qui raggiungiamo la mulattiera (0,62 km – 643), che imboccheremo verso sinistra. Questa mulattiera fu realizzata negli anni sessanta per consentire l’accesso ai prati che furono oggetto di un grande opera di rimboschimento fatta essenzialmente con abeti. La pista sale, senza soluzione di continuità, per quasi 2 km. Troviamo anche brevi tratti quasi in falsopiano, ma la pendenza non è comunque particolarmente accentuata. Questa escursione è forse più consigliata nel periodo estivo quando si può rimanere quasi costantemente all’ombra degli abeti che riescono a mitigare la calura esterna consentendoci nel contempo di respirare un’aria salubre e disintossicante. Non è inusuale avvistare qualche capriolo o almeno percepire il suo tipico abbaiare con il quale avverte i suoi simili della nostra presenza. Anche l’avvistamento di cervi e camosci è abbastanza frequente. Ad un certo punto (0,930 km - 696) raggiungiamo il bivio con il sentiero A che interseca la pista giungendo da B.go Sgarban. Proprio sull’incrocio notiamo un grosso mucchio di pietre, cosa che notiamo anche in altre parti dell’itinerario. Queste pietre sono il risultato del duro lavoro degli abitanti di Pers che tantissimi anni addietro dissodarono il terreno per destinarlo alla fienagione. Solitamente questi mucchi di sassi venivano fatti lungo i confini delle varie proprietà. In molti punti queste pietre hanno invaso anche la sede della mulattiera. Prima del rimboschimento tutti questi terreni, che erano quasi privi di qualsiasi vegetazione, venivano utilizzati per la fienagione e solo parzialmente per il pascolo del bestiame. I terreni più vicini all’abitato, che si trovano poco sopra il paramassi erano destinati ai campi dove venivano coltivate patate, granoturco ed altri prodotti agricoli. Questo è stato possibile in seguito ad imponenti terrazzamenti che sono ancora ben visibili che i nostri avi furono costretti a costruire per poter “rubare” terreno coltivabile alla montagna. La mulattiera procede a zig-zag lungo le pendici della montagna. A 1,68 km (820) attraversiamo un piccolo canalone per ritornare immediatamente nella pineta sulla parte opposta. Cammin facendo ci troviamo di fronte una grossa pianta caduta che, da una certa distanza, sembra quasi sbarrarci la strada. Noi la ignoriamo poiché saliamo immediatamente prima e proseguiamo a sinistra. L’escursionista è solitamente accompagnato, nel suo incedere, dal canto di fringuelli, del cuculo e dei numerosissimi merli e negli ultimi anni è sempre più usuale anche il tubare di molti colombi selvatici che hanno invaso la zona. A volte il silenzio che generalmente pervade questi ambienti è interrotto dal ritmico tambureggiare del picchio. Dopo 1,87 km (906) raggiungiamo il primo punto panoramico alla nostra sinistra. Dopo altri 100 mt. possiamo godere di un secondo punto panoramico. Questi punti panoramici sono dovuti al fatto che alcuni proprietari non avevano concesso i loro terreni, all’Ente Pubblico che ha provveduto al rimboschimento. Forse non avevano nemmeno tutti i torti poiché i risultato del rimboschimento non sono eccezionali. Dopo oltre sessant’anni le piante non sono particolarmente grosse come sarebbero diventate in altre parti della Regione. Evidentemente il clima ed il terreno non erano particolarmente adatti a questo tipo di iniziativa. Dopo circa altri 200 mt. di cammino (2,10 km – 904) troviamo il terzo ed ultimo punto da dove possiamo godere di un bellissimo panorama su gran parte della pianura friulana che nelle giornate abbastanza limpide può arrivare alla laguna friulana. Poco più avanti attraversiamo l’ennesimo canalone che ci porta, verso destra, passando sotto un arco naturale costituito da grosse piante cadute con il vento, per immettersi per l’ennesima volta nell’abetaia. Da qui mancano poco più di 150 mt. per raggiungere il punto più alto della mulattiera (2,48 km – 958). Al termine dell’escursione, non particolarmente difficile, ci troviamo su un bel pianoro e possiamo godere di un panorama sulla pianura friulana ed in primo piano sui monti dove sorgono Flaipano e Stella. Non bisogna assolutamente sporgersi troppo perché sotto di noi ci sono degli strapiombi non indifferenti. E’ utile rimanere qualche mt. più indietro. Volendo si potrebbe percorre ancora un breve tratto della mulattiera ma quasi subito le sue tracce si perdono, ci sono piante sradicate ed è molto difficile poter procedere ancora. Ci sono anche delle tracce che ci invoglierebbero a seguirle ma non sono altro che segni lasciati dalla selvaggina, abbastanza numerosa nella zona, e utilizzati per i propri attraversamenti. Dopo la meritata sosta, non ci resta che rifare a ritroso lo stesso itinerario dell’andata.

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SENTIERO DELLA LOPATA [D]
362m di dislivello SENTIERO DELLA LOPATA Iniziamo a camminare dalla piazzola che si trova poco prima delle ultime case di Pers, dove è possibile parcheggiare l’auto. L’escursione che proponiamo è caratterizzata dalle lettera D. Saliamo lungo l’ultimo tratto della strada comunale e dopo soli 160 mt. troviamo i resti della vecchia fontana di “Zablek” costruita, esclusivamente dal volontariato locale, nel 1947 che, per ...
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