SENTIERO DEL REDENTORE

DISTANCE 13.5 km
elevation gain-ascent 958 m
elevation loss-descent 979 m
duration 7:40
CAI trails SENTIERO CAI 714 - 715 - 730

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Chiesetta del Redentore
Chiesetta del Redentore
Monte Chiampon
Monte Chiampon
Tratto in salita verso M.te Duon
Tratto in salita verso M.te Duon
Laghetto nei pressi della pista lancio parapendii
Laghetto nei pressi della pista lancio parapendii
Campanile di Flaipano
Campanile di Flaipano
Ponte Romanpo
Ponte Romanpo
Pista in avvicinamento alla Malga Cuarnan
Pista in avvicinamento alla Malga Cuarnan
Sella Foredor
Sella Foredor

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title SENTIERO DEL REDENTORE
approach

Da Tarcento si seguono le indicazioni per Lusevera- Alta Val Torre. Superata Ciseriis, ultima frazione di Tarcento, si risale la vallata fino a Vedronza. Da Vedronza si prosegue diritti per un altro km. e mezzo e si raggiunge Pradielis. Appena entrati in paese si imbocca la strada sulla sinistra che porta prima a Cesariis e poi (circa 5 km abbondanti) a Pers. Raggiunta l'ultima borgata possiamo parcheggiare sulla piazzola che incontriamo. E' richiesta una buona esperienza ed un buon allenamento sia per la lunghezza dell'itinerario sia perchè ci sono alcuni tratti da superare non proprio facili (ultima parte dell'ascesa e zona Rio Potcreta). La segnaletica giallo-rossa si trova soltanto nei primi 5/6 km in quanto il resto dell'itinerario è interessato da sentieri CAI.

description
L’escursione inizia dalla piazzola che si trova poco prima della borgata di Pers, dove possiamo parcheggiare l’auto. La lettera che contraddistingue questo sentiero è la F di Flaipano fino a poco dopo il cimitero ed il campanile della piccola frazione di Montenars. Il sentiero percorre nella parte iniziale un’antica via di collegamento tra la Valle del Rio Zimor, a sud, e la Valle del Torrente Vedronza, a nord. L’antichità del tracciato è testimoniata dalle evidenti tracce di lastricatura e dalla presenza di una interessante opera in pietra: il ponte romano. Il manufatto attraversa il Torrente Vedronza in un punto dove le sponde sono particolarmente vicine. Qui il torrente scorre incassato tra 2 rocce che costituiscono le fondamenta del ponte che è largo circa 1,70 mt. e lungo una decina di mt. anche se la luce effettiva dell’unica arcata a sesto ribassato è di 4-5 metri. Partiamo comminando sulla strada asfaltata, in leggera salita, e dopo 200 mt. passiamo davanti alla fontana, costruita nel 1947, per iniziare poi a scendere lungo la breve scalinata costruita durante i lavori di ripristino della mulattiera eseguiti dall’Amministrazione Comunale di Lusevera nel 2009. Purtroppo alcuni scalini sono stati asportati ed altri sono visibilmente deteriorati. Dopo 150 mt. (0,35 km) giriamo a sinistra ed iniziamo subito la vera e propria discesa verso il fondovalle. Il primo tratto è costituito da una ventina di scalini, con frontalini in legno sostenuti da due tondini, che troveremo anche più avanti lungo la discesa. La sezione del sentiero in questo primo tratto appare notevolmente ridotta rispetto al passato ma la presenza di basse murature a monte del tracciato, in parte crollate, indica chiaramente che il sentiero era in origine più largo di almeno un metro. La mulattiera prosegue con stretti tornantini e la pendenza è abbastanza regolare. Nei punti di maggior pendenza troviamo scalini in pietra, con alzate modeste, di circa 20-25 cm, formate da un blocco unico di pietra locale rozzamente squadrato. Quasi in fondo alla discesa dovremmo attraversare un ponticello, che è purtroppo diroccato per cui siamo obbligati ad attraversare il rigagnolo saltando su alcune grosse pietre. Quando venne ripristinata la mulattiera un cavo in acciaio accompagnava l’escursionista nell’attraversamento del rio ma, in seguito, la furia delle acque ha spostato le pietre che erano state ben collocate sotto il cavo e quindi ora il cavo è praticamente inservibile. Ad una ventina di mt. da questo punto è visibile, sulla destra, una parete rocciosa con notevoli depositi di travertino che il corso d’acqua supera originando delle simpatiche e caratteristiche cascatelle. 100 mt. più avanti (1,00 km – 435 mt.) attraversiamo il “ponte romano” proseguendo a sinistra. Dal ponte in poi ci troviamo nel Comune di Montenars. La prima parte scorre quasi in falsopiano. Nella seconda parte, il percorso risale il versante meridionale della Valle del Torrente Vedronza, dove le pendenze sono modeste all’inizio, un po’ più impegnative nella parte centrale dell’ascesa per affievolirsi poi nuovamente nella parte finale. La lastricatura di fondo, eseguita con lastre di arenaria locale di dimensioni variabili, ma comunque contenute, è ben evidente per buona parte della salita anche se in alcuni punti è purtroppo stata semisepolta da detriti portati dall’acqua. Attraversiamo dei piccoli ruscelli che scaricano le loro acque nel Torrente Vedronza. A 400 mt. dal ponte attraversiamo un rigagnolo più grande (1,45 km) e proseguiamo sul versante opposto. Dopo un ultimo tratto con salita abbastanza accentuata termina la mulattiera in selciato (1,90 km) per lasciare il posto ad una pista forestale. La costruzione di questa pista ha senz’altro facilitato il transito anche a mezzi motorizzati ma ha fatto scempio di una caratteristica lastricatura che costituiva una preziosa testimonianza storica della vita nella valle. Purtroppo gli antichi manufatti non vengono considerati come beni culturali e di conseguenza secolari muretti a secco, terrazzamenti e gradini in pietra sovente vengono eliminati per far spazio alle esigenze di viabilità forestale. Saliamo a sinistra per un centinaio di mt. (2,00 km – 569 mt.). In questo punto avvenne l’eccidio durante il quale il 13 gennaio 1945 perirono 5 militari invasori, dei quali non si conoscono perfettamente le origini, e il flaipanese Cragnolini Giovanni, sotto il fuoco dei partigiani appostati sotto Pers. Facciamo un curva quasi a gomito e poco più avanti incontriamo un tratto in falsopiano. Al termine della salita giungiamo ad una piazzola (2,70km – 631 mt.) con un trivio. Ignoriamo la pista, che a sinistra scende a Flaipano e percorriamo, a destra, la vecchia mulattiera sufficientemente ampia e con fondo in buone condizioni che ci accompagna al colle dove sorgono il superbo campanile, ricostruito nel 1990, ed il cimitero della piccola frazione del Comune di Montenars. Dopo 400 mt. (3,10 km – 684 mt.), dalla piazzola, passiamo accanto al cimitero ed arriviamo davanti al campanile. Continuiamo la nostra escursione percorrendo la rotabile che scende verso B.go Frattins per un centinaio di mt. e poi prediamo a destra il sentiero che ci condurrà alla cima del M.te Cuarnan (3,30 km). La parte iniziale del sentiero si sviluppa in mezzo al bosco fino a giungere nei pressi del M.te Duon (851 mt,). Qui ci sono parecchi prati che ancora riescono a difendersi dall’avanzare inesorabile del bosco anche perché ogni anno vengono sfalciati dai cacciatori della zona. Aggiriamo verso sud il rilievo prima di rientrare nuovamente nel bosco facendo attenzione ad imboccare la successiva parte del sentiero nel punto giusto. Proseguiamo per diverse centinaia di mt., con vari saliscendi, prima di uscire nuovamente dalla vegetazione ed iniziare a salire verso la cresta del Cuarnan (6,1 km – 1062 mt.). Qui incrociamo il sentiero CAI 714 che sale dalla nostra sinistra e, da ora in poi, seguiamo quelle indicazioni. Da qui alla cima si alternano due tratti abbastanza impegnativi ad un breve tratto in leggero falsopiano. Specialmente nella parte finale dell’ascesa è necessaria un po’ di prudenza poichè ci troviamo a camminare su un tratto un po’ esposto e abbastanza ripido. Dopo poco più di tre ore di cammino raggiungiamo la chiesetta del Redentore (7,40 km – 1372 mt.). Il Cuarnan è una cima molto frequentata in tutti i giorni dell’anno per cui è quasi impossibile non trovare altri escursionisti specialmente nelle giornate festive. In occasione di giornate molto limpide, oltre ad avere un’ampia veduta su tutta la pianura friulana, possiamo raggiungere con l’occhio anche la laguna di Grado e Lignano. Naturalmente ad est e a nord la visuale spazia anche sugli innumerevoli monti del circondario. UN CENTINAIO DI METRI DALLA CIMA E’ POSSIBILE SCENDERE SUL SENTIERO CHE SCENDE A DESTRA DIRETTAMENTE A SELLA FOREDOR COSI’ DA POTER ACCORCIARE SENSIBILMENTE L’ESCURSIONE. Noi invece, dalla chiesetta in poi, camminiamo in cresta per alcune centinaia di mt. prima di iniziare a scendere nella parte sud del rilievo. Lungo la discesa, a fine giugno, i prati sono ravvivati dal colore arancione del giglio martagone che fiorisce in grosse quantità. Dopo poche decine di mt. notiamo, sulla nostra destra, il Rifugio Pischiutti, e poco più in basso, ma questa volta a sinistra, la scultura della vergine del Cuarnan realizzata dallo scultore arteniese Patat che ha realizzato anche la scultura del frontale della chiesetta. . Terminata la discesa (8,80 km) arriviamo su un pianoro, rinomato punto di lancio di parapendii. In questa zona si trovano anche i pascoli della malga Cuarnan che fra poco andremo ad incontrare. Un’ampia pista forestale, immersa in una fitta faggeta, ci accompagna fino alla malga stessa (10,20 km.- 980 mt.). Lungo il cammino, sulla nostra destra, troviamo un piccolo laghetto dove, alla fine di giugno, fiorisce una marea di ninfee. La pista si sviluppa quasi in falsopiano ad esclusione della parte finale più ripida e con fondo in ciottolato. Presso la malga, dove nel periodo estivo si pratica l’alpeggio, solitamente nei fine settimana di primavera inoltrata ed autunno è possibile pranzare. Nei mesi di luglio, agosto ed una parte di settembre la malga è aperta tutti i giorni ed è possibile acquistare anche prodotti caseari. Sul retro della malga risaliamo per circa 300 mt. per poi discendere verso Sella Foredor (10,80 km – 1089). Qui troviamo un crocevia di sentieri tra cui quello più impegnativo che porta alla Cima del Chiampon. Noi imbocchiamo il sentiero CAI 730 che ci riporterà a Pers. La prima parte si sviluppa quasi in falsopiano all’interno di un fitto noccioleto prima di una discesa (11,50 km) che con svolte secche e ripide ci fa scendere al greto sassoso del Torrente Vedronza (12,20 km). Raggiuntolo scendiamo facendo molta attenzione sia al fondo molto sconnesso che ai pochi segnavia visibili sulle pietre, aiutati anche dagli “ometti” disseminati qua e la’. Terminati gli sfasciumi del Torrente Vedronza (12,50 km) riprendiamo il sentiero ben visibile sulla nostra sinistra e dopo 400 mt. ci avviciniamo al canalone del Rio della Presa (12,90 km). Da qui in poi il sentiero continua alternando qualche breve discesa a tratti in falsopiano all’interno di boschi di conifere. Più avanti arriviamo agli sfasciumi del Rio Potcreta (13,80 km) dove viene richiesta nuovamente la massima cautela per attraversarli. Proseguiamo quindi all’interno dell’ennesima pineta finchè raggiungiamo l’ultima frana che complica un po’ la via del ritorno. Come da indicazioni CAI è necessario scendere per un centinaio di mt. per poi risalire dalla parte opposta e riprendere nuovamente il vecchio sentiero. Da qui risaliamo per poche decine di mt. e subito raggiungiamo un vecchio fabbricato ed una postazione di caccia. Mancano soltanto 700 mt. per portare a termine l’escursione (15,50 km).

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SENTIERO DEL REDENTORE
944m di dislivello L’escursione inizia dalla piazzola che si trova poco prima della borgata di Pers, dove possiamo parcheggiare l’auto. La lettera che contraddistingue questo sentiero è la F di Flaipano fino a poco dopo il cimitero ed il campanile della piccola frazione di Montenars. Il sentiero percorre nella parte iniziale un’antica via di collegamento tra la Valle del Rio Zimor, a sud, ...
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